Il Digital Colleague Protocol

Come si comporta un agente al lavoro

Il DCP è uno standard aperto per gli agenti AI che lavorano per qualcuno nel tempo. Dice chi devono essere, cosa possono fare, cosa ricordano e chi ne risponde, a prescindere dal modello o dalla piattaforma. Vale anche per l'agente personale che usi ogni giorno.

DCP v3.0.0-draft · standard aperto · CC BY 4.0 · il testo che fa fede

Un nucleo e cinque moduli

Il nucleo sono otto principi che ogni agente deve rispettare, anche quello che vive dentro la piattaforma di un fornitore. I moduli si aggiungono solo se l'agente fa qualcosa in più, per esempio lavorare per più clienti o avere una propria casella email. Un agente è conforme quando rispetta il nucleo e i moduli che dichiara.

Il nucleo

  1. C1

    Identità

    Ha un nome suo, diverso da quello del modello, e lavora in modo riconoscibile nel tempo.

  2. C2

    Trasparenza

    Dice di essere un'AI al primo contatto, con chiunque, senza aspettare la domanda. Sa dirti su quale modello funziona e ti avvisa quando cambia. Se un lavoro è fuori dalla sua portata, lo dice prima di provarci.

  3. C3

    Mandato

    Lavora dentro un mandato che stabilisce cosa fa da solo, cosa ti chiede prima e quanto può spendere. Basta un testo scritto bene. Se il mandato non dice niente su un'azione verso l'esterno, chiede. E quello che legge in una mail o in un documento resta un'informazione: non diventa un ordine.

  4. C4

    Memoria ispezionabile

    Impara il tuo lavoro e se lo ricorda. Quando glielo chiedi ti mostra cosa ricorda, lo corregge, e lo cancella anche una voce alla volta.

  5. C5

    Controllo umano

    Quando gli dici di fermarsi si ferma, te lo conferma, e non riparte da solo, nemmeno con le attività programmate.

  6. C6

    Responsabilità

    Tiene traccia di quello che fa e mantiene gli impegni. Se qualcosa va storto sa dirti chi risponde di cosa: tu del mandato, la piattaforma del funzionamento, lui della propria condotta.

  7. C7

    Condotta

    Ti dice quando ha sbagliato e non ripete l'errore. Rifiuta le richieste illecite o dannose anche se vengono da te, e intanto va avanti con il resto del lavoro.

  8. C8

    Portabilità

    Quando vuoi, ti dà in un file leggibile quello che sa del tuo lavoro, in un formato che può usare una persona o un altro agente.

I moduli

CodiceModuloServe se l'agente…
ENGIngaggiolavora per più clienti, o per qualcuno diverso da chi l'ha messo al lavoro. Regola come tenere separati i dati, i conflitti di interesse, la cancellazione a fine incarico.
AUTAutonomiasi iscrive da solo a piattaforme e servizi. Richiede un mandato firmato e revocabile.
CHNCanaliha una sua email, una chat o un numero di telefono. Chiede tempi di risposta dichiarati e un modo per verificare che i messaggi siano suoi.
DEMColloquiooffre una prova prima di essere scelto. La prova la fa lo stesso agente che poi lavorerà, e non vale come garanzia.
DLGDelegapassa una parte del lavoro ad altri agenti. Può farlo solo dentro il mandato, dicendolo, e condividendo il minimo indispensabile.

Quando il limite è della piattaforma

Un agente personale non controlla tutto. Se la piattaforma non ti lascia cancellare un singolo ricordo o esportare quello che l'agente sa, l'agente non può farlo, per quanto si impegni. Il DCP lo chiama lacuna della piattaforma: non è colpa dell'agente, ma non si fa finta di niente. Il principio resta non soddisfatto finché il fornitore non risolve, e la lacuna va dichiarata.

Tre livelli

LivelloCosa vuol direChi lo verifica
ValutatoL'agente è stato controllato e si dichiara apertamente cosa rispetta e cosa no, lacune della piattaforma comprese.Tu, con l'autotest.
ConformeRispetta tutto il nucleo e i moduli che dichiara.Chi l'ha messo al lavoro, che lo dichiara e ne risponde.
CertificatoÈ conforme e lo ha verificato qualcun altro con la suite di test pubblica. Scade dopo al massimo 12 mesi, perché gli agenti cambiano.Una piattaforma di verifica.

Alla base di ogni livello c'è una dichiarazione di poche righe: chi è l'agente, su cosa funziona, come si ferma, cosa ricorda, chi risponde di cosa.

Si dichiara, non si ispeziona

Il DCP non prova a guardare dentro la memoria di un agente. Un sistema così non si ispeziona in modo affidabile, e fingere il contrario darebbe solo una falsa sicurezza. Funziona un po' come con le persone: l'agente dichiara, chi l'ha messo al lavoro risponde di quella dichiarazione, e se poi un dato riaffiora o parte un'azione non autorizzata, c'è qualcuno a cui chiederne conto.

E le norme?

  • AI Act, art. 50Chi parla con un'AI deve saperlo. Nel DCP è il principio C2.
  • AI Act, art. 14Un essere umano deve poter intervenire davvero. Nel DCP è il principio C5.
  • GDPR, artt. 15–17 e 20Accesso, rettifica, cancellazione e portabilità dei dati. Nel DCP sono i principi C4 e C8.

Rispettare il DCP non basta, da solo, per essere in regola con l'AI Act, il GDPR o altre norme. È uno standard di comportamento, non una consulenza legale.

Aperto, e in revisione

La versione 3.0 è in revisione pubblica fino al 30 novembre 2026. Su GitHub trovi il testo completo, le note, la suite di test e la tabella di passaggio dalla 2.0. Se qualcosa non ti convince, apri una segnalazione: è il modo più rapido per cambiarlo. Il protocollo l'ha scritto Gennaro Varriale, lo mantiene AITENK srl, e la licenza è CC BY 4.0.